Quando i genitori progettano il futuro dei figli a loro immagine e somiglianza

Sin dai primi mesi di vita, i genitori iniziano a fantasticare sul futuro dei propri figli. Il bambino non ha ancora detto la prima parola e loro già lo immaginano come un futuro avvocato, un medico, o un calciatore di serie A. Lo vedono già protagonista di una vita piena di successi e molte volte sognano che possa portare a termine un desiderio che avevano loro da bambini, ma che non hanno raggiunto e quindi si ritrovano a sperare che il proprio figlio abbia le loro stesse passioni.
Tutte queste speranze si infrangono quando si vanno a scontrare con le caratteristiche specifiche del figlio che, il più delle volte, non sono in linea con quelle sperate dai genitori. Infatti, un figlio non è un individuo ideale forgiato a nostra immagine e somiglianza, ma bensì è un individuo reale con le proprie inclinazioni, le proprie capacità e i propri sogni.
Fortunatamente la maggior parte dei genitori quando si scontrano con la dura realtà decidono di mettere da parte l’egoismo e di guidare il figlio nella scoperta delle proprie inclinazioni, passioni e sentimenti che gli permetteranno di capire qual è la strada più adatta a lui.
Purtroppo però, ci sono casi in cui i genitori non demordono e continuano a imporre le proprie idee di futuro ai propri figli nonostante quest’ultimi stiano cercando in tutti i modi di fargli capire che non è quello che vogliono fare nella loro vita. Così il genitore inizia a sminuire i sogni e le aspirazioni del proprio bambino convinto che sia solo un capriccio temporaneo e che non sia in grado di scegliere la strada migliore per lui e la sua futura famiglia.
Sebbene non sia facile accettare decisioni che non si condividono, se un figlio è convinto delle proprie scelte e dimostra maturità deve essere libero di portare avanti le sue scelte anche se a volte questo significa lasciarlo sbagliare. Anche perché non è detto che ciò che appare sbagliato ai nostri occhi lo sia per tutti.
Nonostante questo, esiste una categoria di genitori che non demorde ed è fermamente convinta di sapere cosa sia meglio per i propri figli. Per questo motivo portano avanti un atteggiamento autoritario e continuano a imporre il proprio parere anche quando non è richiesto. È comprensibile che tutto questo venga fatto in buona fede, ma è necessario che questa tipologia di genitori impari a mettere davanti i desideri e i bisogni del proprio figlio e che sposti finalmente in secondo piano la necessità di sentirsi realizzati a livello personale.
Il figlio perfetto
Erroneamente si pensa che sia difficile solo per il genitore smettere di riversare sul figlio il suo desiderio di realizzazione così da potersi riscattare nella vita. In realtà i figli, soprattutto se piccoli, amano incondizionatamente i propri genitori e farebbero di tutto per renderli orgogliosi di loro, a costo di cercare di incarnare l’immagine del figlio ideale accontentando ogni richiesta dei propri genitori. Bisogna però scontrarsi con la realtà e affermare che il figlio perfetto non esiste e che queste continue aspettative da parte dei genitori non fanno altro che creare nel figlio sensazioni di ansia e frustrazione. In quanto quest’ultimo si ritrova a nascondere la sua vera identità per sottomettersi al volere dei genitori.
Quando in famiglia il dialogo è inesistente e le decisioni vengono imposte dall’alto si può andare incontro ad uno scontro, in quanto nel nucleo famigliare non si è abituati a mettere a confronto diversi punti di vista. Tutto questo potrebbe sfociare in un meccanismo di ribellione messo in atto dal figlio con lo scopo di dimostrare di essere in grado di decidere cosa è meglio per sé stesso.
Ed è proprio in questo momento di debolezza dovuto dalla sensazione di non essere compreso dai propri cari che il figlio potrebbe davvero mettere in atto scelte sbagliate, spinto dalla volontà di contraddire i propri genitori.
Scoprire di non rispecchiare l’ideale di figlio perfetto per la propria famiglia non è doloroso solo per i genitori, ma anche per il figlio il quale si sente sbagliato e vive in guerra costante tra mettere davanti il proprio bene o l’annullarsi per compiacere le scelte dei propri genitori.
È assolutamente legittimo che un genitore desideri il meglio per suo figlio, ma questo meglio deve essere il meglio per il figlio e non per il genitore.
È normale che un ragazzo venga influenzato dall’ambiente in cui cresce ed entri a contatto con le passioni e gli interessi dei genitori e se queste passioni vengono trasmesse in modo naturale e senza pressioni non c’è niente di più bello. Il problema si ha quando una determinata passione viene imposta.
In conclusione, la scelta migliore che un genitore può fare è quella di lasciare i figli liberi di costruirsi da soli la propria strada, inciampando e commettendo errori. Osservandoli da lontano e correndo in loro soccorso nei momenti di bisogno, ascoltandoli e guidandoli premurosamente, lasciandoli liberi di scegliere.
Bisogna dare fiducia ai propri figli e credere nelle loro capacità.